Carnevale di Castrovillari
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CONCORSO ARTISTICO-LETTERARIO ‘U MONACHIUDDU

La Pro Loco del Pollino di Castrovillari, tra le tante attività culturali inerenti al Carnevale del Pollino di Castrovillari, organizza un Premio artistico-letterario annuale (o pluriennale, nel caso non fosse possibile reperire autori per l’infanzia in relazione al Paese ospite del Focus-cultura) per alunni della V classe della scuola Primaria e per alunni della I classe della Scuola secondaria di I grado, denominato ‘U monachiddu. Per partecipare, è necessario eseguire un lavoro sotto forma di elaborato artistico o di scrittura, scegliendo tra i vari generi previsti, che sono:
• Recensione o tema • Poesie e filastrocche • Fumetti o disegni.
Il Premio- Concorso artistico-letterario, connesso al Focus di approfondimento culturale del Carnevale del Pollino di Castrovillari, ispirato alla leggenda ed al personaggio de ‘U monachiddu, è giunto alla sua VI Edizione.
‘U monachiddu a Castrovillari
E’ una piccola creatura incappucciata che, secondo alcuni che giurano di averla vista, è del tutto simile ad un folletto o ad un elfo, mentre alcuni ritengono sia un fraticello col volto invisibile. E’ rappresentato con una mano di ferro ed una di ovatta, con le quali portava, nel primo caso sfortuna, e fortuna nel secondo. Il comportamento ambiguo de ‘U monachiddu dipendeva dal grado di sintonia che il padrone di casa riusciva a stabilire con la “creatura”: nei casi di ostilità non si contavano dispetti, come sparizione di pentole e preziosi, scherzi coi lacci delle scarpe, polvere negli occhi. Il suo carattere scherzoso, burlone e giocherellone, come quello di un fanciullo smaliziato, non gli impediva di portare denaro e fortuna a chi gli era simpatico. Soffitte, legnaie, vecchi forni erano i suoi rifugi preferiti ed il suo gusto era la coabitazione con la famiglia che aveva scelto per il suo avventuroso soggiorno. Leggende popolari dell’area del Pollino raccontano che ai contadini che riuscivano a sfilargli il cappuccio, avrebbe donato tante monete quante ne poteva contenere il suo “copricapo”. Scherzi, lazzi, irritazioni momentanee ne contraddistinguevano il temperamento, tanto che, intendendo nascondersi in qualche circostanza per lui irritante, anche per diverso tempo, capitava di non sentirne parlare, salvo poi sorprendere qualcuno della sua rinnovata apparizione. Gratitudine e riconoscenza per ‘U monachiddu venivano compensate da lui stesso con doni inaspettati, a voler sottolineare, come il valore dell’ospitalità sia ora, come nell’antichità, foriero di fortune e benedizioni.

Castrovillari 23 Gennaio 2018


CONCORSO ARTISTICO-LETTERARIO ‘U MONACHIUDDU